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Vanity metrics: cosa sono? Quali metriche sono davvero importanti?

Vanity metrics cosa sono e come mai non sono sempre così importanti

Uno dei principali vantaggi del marketing digitale è la misurazione.

Puoi avere dati per tutto: ci sono metriche che ti dicono chiaramente come vanno le cose rispetto ai tuoi obiettivi.
Le metriche a disposizione sono davvero tante e dipendono in parte dalla piattaforma che utilizzi.
I numeri, si sa, sono una delle poche cose nella vita davvero oggettiva. Un numero è quello che è ed è quello che ti dice, né più né meno.

Ma non tutti i numeri sono uguali perché non tutte le metriche hanno lo stesso valore. O meglio. Dipende dai tuoi obiettivi.

Se vuoi avere più persone che ti contattano, ti interesseranno di più le lead (appunto, i contatti).
Se ti interessa che sul tuo sito arrivi più traffico, ti interesseranno di più i click. E se vuoi avere più visibilità sui social ti interesseranno di più le metriche relative all’engagement (i commenti, le condivisioni, tutto quello che denota una partecipazione da parte di chi ti segue). Il numero di follower invece, per esempio, non vuol dire niente.
Prova ad andare qui: https://www.notjustanalytics.com/it inserisci il nome del profilo e guarda un po’ i numeri. Il numero di follower non corrisponde mai al numero delle persone che interagisco.
Il numero di follower è, infatti, considerata una vanity metric. Perché?

Cosa sono le vanity metrics

Le vanity metrics sono un argomento importante da affrontare – anche quando si parla di marketing digitale per psicologi – perché possono trarti in inganno e farti perdere il focus su ciò che conta davvero per te.
Le vanity metrics sono dette così perché sono metriche che possono darti l’illusione di avere grandi numeri, numeri importanti, che però non sempre si traducono davvero nel raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Intendiamoci: non stiamo dicendo che in sé il numero di follower non sia una metrica da considerare. Ma il numero di follower da solo non ci dice niente e soprattutto non ci dice niente sui risultati effettivi.

Un influencer per guadagnare realmente grazie al numero di follower deve avere numeri molto grandi, dell’ordine anche di milioni; se sei sotto i 300.000 follower si parla di cifre molto contenute oppure di sponsorizzazioni in cambio del prodotto. Pensi sia fattibile come modello di business su cui impostare una carriera? Non penso proprio.

Invece, quando si tratta di marketing per psicologi e, quindi, di professionisti che in prima battuta hanno l’esigenza di avere una buona presenza online per farsi raggiungere da pazienti, per fare collaborazioni e diventare più autorevoli, allora anche numeri come 1.000/2.000 follower sono sufficienti.

Non è una regola fissa, ma è la mia esperienza con colleghi che hanno esattamente questi numeri e non hanno problemi a riempire lo studio.

Poi, se il tuo obiettivo è fare divulgazione non a colleghi ma al grande pubblico, allora sì, dobbiamo ritarare il tiro e cambiare strategia per raggiungere un pubblico più ampio.

Vedi? Dipende dall’obiettivo che hai.

Solo che una vanity metric è una metrica che da sola non vale niente, mentre ci sono metriche, come per esempio la lead (i contatti, come la mail, il numero, NON il profilo social) che non sono vanity metrics perché hanno un valore in senso univoco.
Perché se di un utente hai il contatto, hai qualcosa di molto importante: hai la possibilità di raggiungerlo davvero.

Quindi, riassumendo, le vanity metrics non riflettono in modo preciso la salute o il successo effettivo del tuo business. Sono metriche di superficie che possono ingannarti, darti un’immagine distorta della situazione. Per questo sono “vanità”: apparenza piuttosto che sostanza e efficacia reale.

Vanity metrics: qualche esempio

Sai che i follower li puoi anche comprare? Ecco. Ed ecco perché sì, rientrano nelle metriche che vanno lette con cautela e alla luce del contesto specifico.  È importante conoscere e distinguere le metriche che veramente indicano il successo del tuo progetto e le vanity metrics non sono fra queste.

Tra gli esempi classici di vanity metrics abbiamo il numero di “mi piace” su Facebook, i follower su Instagram o le visualizzazioni di un video; sì, ti danno la carica e possono lusingarti; è normale. Solo che possono essere facilmente alterati (si possono comprare, l’algoritmo del social di turno può cambiare le sue dinamiche) e non riflettere il coinvolgimento reale degli utenti.

Con quanti profili interagisci rispetto a quelli che segui? Ecco. Per questo concentrarsi esclusivamente sulla crescita dei follower senza considerare se sono di qualità, ovvero realmente interessati a quello che puoi offrire, non ha sempre senso. Follower poco coinvolti non ti portano nulla.
Allo stesso modo, le visualizzazioni di un video non indicano necessariamente la visione attenta di quel video da parte di tutti gli utenti, non indicano in sé un coinvolgimento da parte loro; diversamente da quanto potrebbero fare dei commenti o delle condivisioni.

Come fare a capire quali sono le metriche davvero importanti da considerare?

Dipende. Qual è il tuo scopo? Essere contattato da nuovi pazienti? Fare divulgazione? Esprimere te stesso? Tutti questi?
Qualsiasi sia il tuo obiettivo, definiscilo. E’ il passaggio chiave per qualsiasi cosa tu voglia fare online.
L’altro punto fondamentale che li accomuna è che, in ogni caso, devi avere una buona presenza online.

Una volta che hai definito gli obiettivi, saprai su cosa andare a lavorare e quali saranno le metriche che ti interessano davvero, quelle correlate a questi obiettivi.

In generale, ti direi di puntare alla qualità e alla valutazione del contesto. Mi spiego meglio.
Se hai 10.000 follower e nessuno interagisce con te, nessuno ti contatta… sei sicuro che non ci sia qualcosa nulla da cambiare? Monitora regolarmente come stanno andando le cose in modo da poter lavorare sulla strategia e identificare eventuali aree di miglioramento.
Sia che tu voglia più pazienti o più visibilità, l’engagement è molto importante: avere un pubblico attivo è sempre, sempre meglio che averne uno enorme e passivo. Cosa te ne fai dei follower se sono zombie?

Le metriche sono numeri ma i numeri se non legati al contesto significano poco.
Il contesto in questo caso non è solo chi sei tu, cosa proponi, quali sono gli obiettivi; il contesto è anche quali piattaforme usi. Per esempio, può accadere che le dinamiche di indicizzazione e diffusione di un social cambino; questo non lo decidi tu e accade.

A che ti serve sapere cosa sono le vanity metrics?

Ti serve a capire dove stai effettivamente andando con la tua strategia digitale. Ti serve a non perdere di vista i tuoi obiettivi. Soprattutto, a non farti trascinare dal facile entusiasmo o, peggio, dallo sconforto se non vedi i risultati che ti aspetti o che vorresti.
Torna al tuo perché e guarda alle metriche relativizzando.
Ricordati perché lo fai.
Ma ricordati pure che puoi sempre correggere il tiro e cambiare la tua strategia.
Proprio per questo è importante essere consapevoli di cosa andare a monitorare e perché farlo.

 

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