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Strategie per affrontare procrastinazione e sindrome dell’impostore

Strategie per affrontare procrastinazione e sindrome dell'impostore

Non conosco una categoria professionale più insicura della nostra.
Ci formiamo per anni, siamo tenuti alla formazione continua, iniziamo ad esercitare e sì, rimaniamo degli eterni insicuri.
Non tutti, ma molti sì.
C’è chi si sente sempre un po’ indietro, come se gli mancasse sempre quel pezzettino per sentirsi davvero preparato; “pezzettino” che non arriverà mai. Perché è dentro di sé che si sente inadeguato.

E, nonostante le pergamene belle stese nelle loro cornicette nello studio (esistono ancora le pergamene oppure sono digitalizzate pure quelle oggi?), nonostante università, scuola, tirocini, intervisioni, supervisioni, eccoci qui a sentirci non a posto.

Ma quel posto è davvero vuoto? O lo vediamo noi così?

Procrastinazione e sindrome dell’impostore vanno a braccetto.

La costante sensazione di non essere all’altezza, quel sottile disagio di sentire che gli altri ci stiano valutando un po’ “troppo” rispetto al nostro reale valore (magari forse ho preso quel voto solo perché quel giorno il prof era di buon umore? O perché ho avuto la fortuna di ricevere le domande che sapevo a quell’esame? Forse è il paziente particolarmente ricettivo, dopotutto quella tecnica potevo applicarla meglio).

Falso, ti sembra ti dica la tua immagine allo specchio.

La sindrome dell’impostore è questa cosa qui: la difficoltà a riconoscere i propri successi e ad accettare i complimenti perché si crede di non meritare il riconoscimento.

E non dipende dai risultati concreti raggiunti; non basterebbero 3 lauree con 110 e lode per farti smettere davvero di pensare che non sei abbastanza competente. Ti senti inadeguato.

Ed ecco perché procrastini.

Non fai qualcosa che in realtà ti piacerebbe fare, che ritieni importante o necessaria, tu rimandi.
Posticipi volontariamente ma non ti senti davvero libero della tua scelta; ti senti a disagio.
Così rimandi un lavoro fino alla scadenza, eviti compiti impegnativi o decisioni importanti.
Quel benessere momentaneo cede il passo molto presto a senso di colpa e ansia.

Da psicologa psicoterapeuta non posso non notare che ci sono livelli diversi di procrastinazione e sindrome dell’impostore e che ogni caso è a sé; vissuti, esperienze, emozioni e pensieri del singolo non possono essere condensati in un articolo di un blog ed essere validi per tutti.

Posso però provare a suggerirti delle strategie per affrontare procrastinazione e sindrome dell’impostore.

 

Procrastinazione e sindrome dell’impostore nella tua strategia digitale

Avere una presenza online efficace è fondamentale. Online passiamo gran parte del nostro tempo e così come noi i nostri pazienti e clienti. Che proprio online ci cercheranno.
Se hai un po’ di curiosità su questi temi, sei nel posto giusto. Questo è un sito che parla di psicologia digitale e marketing per psicologi: trovi contenuti su cosa vuol dire davvero marketing per psicologi, come fare i primi passi e approfondimenti su strategie specifiche.
Ma qui in questo articolo voglio parlarti non di come ‘fare qualcosa’. Voglio aiutarti a riconoscere e superare dei possibili ostacoli alla creazione del tuo digital personal brand.
Due sono i fattori più comuni: procrastinazione e sindrome dell’impostore.
Prima di passare alle strategie per affrontare procrastinazione e sindrome dell’impostore, vediamo cosa sono, come ci influenzano e ti darò qualche consiglio su come affrontarli.

Come si manifestano procrastinazione e sindrome dell’impostore nella tua strategia digitale

Ti faccio alcuni esempi concreti di come la procrastinazione e la sindrome dell’impostore si manifestano quando ti approcci alle attività che sono importanti, necessarie e funzionali alla tua presenza online.

Tendi a rimandare attività come la creazione di contenuti per il tuo sito o i tuoi social? Rimandi il lavoro di analisi e ottimizzazione dei tuoi profili, magari eviti proprio di aprirli (l’evitamento è un ottimo amico delle due signore “procrastinazione” e “sindrome dell’impostore”!), non fai attività di networking online come rispondere a commenti o messaggi, interagire con altri profili?

Ma c’è dell’altro. Ti senti insicuro quindi eviti di condividere i tuoi contenuti perché pensi che qualcuno potrebbe giudicarli non corretti o addirittura falsi, sopravvaluti il rischio di dire sciocchezze, temi di essere giudicato e criticato dagli altri, altri che ti sembrano decisamente più bravi di te in un meccanismo di comparazione che ti vede sempre perdente (“vedi lui come lo fa bene? E invece io? Ma dove voglio andare…”).

Detto in maniera più brutale: dubitare della tua legittimità come professionista, come esperto della materia nonostante tu abbia competenze, conoscenze ed esperienze valide.

E questo è un bel problema. Perché proprio questi pensieri ti portano a non portare avanti come vorresti la tua presenza online. E perdi l’opportunità di essere te stesso, prima ancora dell’opportunità di avere follower o nuovi pazienti. Probabilmente vorresti essere online anche per il gusto in sé di farlo, perché l’idea ti diverte. Ma ecco che ti blocchi.

Prendere coscienza di come la procrastinazione e la sindrome dell’impostore influenzino la tua strategia digitale è il primo passo per affrontarli.

 

Strategie per superare procrastinazione e sindrome dell’impostore

Passiamo ora alle strategie per affrontare procrastinazione e sindrome dell’impostore,
Prima di tutto, metti in pratica con te stesso qualcosa che sai già… riconoscere, essere consapevole e accettare che questi pensieri ci sono e fanno parte di te è il primo passo. Non giudicarli e non giudicare te stesso, lasciali andare e basta.
Sii gentile con te stesso e trattati con compassione: non vale solo per i pazienti ma anche per te.
Se sei dove sei è per quello che tu hai fatto, non per una congiunzione astrale. Dai il giusto spazio a tutti i traguardi raggiunti e ricorda che ogni traguardo è fatto di tante tappe.
L’insicurezza è umana proprio come lo sei tu.

Passando a qualcosa di più pratico…

  • Definisci degli obiettivi realistici e fattibili
    Questo vuol dire che obiettivi come “voglio avere 10.000 follower in tre mesi” non sono inclusi; è impossibile. Vanno definiti obiettivi allineati con aspettative realistiche che tengano conto anche – e soprattutto – del tuo tempo, delle tue risorse e capacità attuali. Per esempio, se sei all’inizio e non hai idea di come realizzare dei reel che ti soddisfino, puntare su migliaia di follower in poco tempo non è praticabile, capisci?
    L’altra cosa è che non solo siano realistici ma anche fattibili. Di nuovo tornando all’esempio, un obiettivo realistico e fattibile potrebbe essere: avere un profilo completo entro una settimana. Insomma, sono i piccoli passi che ti portano a grandi risultati. Anche perché se ti fissi obiettivi irrealistici e irraggiungibili la frustrazione è dietro l’angolo: ti risulterà difficile anche solo cominciare, perderai la motivazione e torneremo al punto di partenza
  • Scomponi questi obiettivi in attività specifiche
    Suddividi le attività identificate in sotto compiti, questo ti aiuta a renderli più leggeri e gestibili. Se ti trovi davanti una cosa “enorme” da fare sarà più facile sentirti scoraggiato. Invece, focalizzarti su piccoli passi rende più agevole ciò che devi fare, te lo fa percepire come più semplice. Per esempio: hai stabilito che in una settimana vuoi arrivare ad avere il tuo profilo a posto. Ok, scomponi: per fare questo ti serve l’immagine profilo, cosa vuoi scrivere nella bio, quali link inserire ecc. Suddividere gli obiettivi in compiti più piccoli e gestibili ti aiuta ad avere di fronte a te un percorso chiaro e praticabile e di mantenere il focus.
  • Crea un piano d’azione e delle routine
    Inserisci nella tua routine lavorativa il tempo dedicato al lavoro sul tuo digital personal branding. Seguire una routine fatta di azioni pratiche e definite ti aiuta a seguire la linea che hai tracciato diminuendo il rischio di procrastinazione. Ancora una volta, non ti sovraccaricare: duri poco e quel poco non sarà servito a niente. E’ la costanza la chiave. Dedica uno slot di tempo a queste attività, comincia con piccoli step sostenibili per te. Vedrai che poi ci prenderai la mano.
  • Utilizza tecniche per ottimizzare il tempo
    Ne ho parlato in questo articolo (qui il link). Ci sono molte tecniche che ti aiutano a capire come gestire il tempo, per esempio è molto nota la tecnica del pomodoro o il metodo a blocchi. L’organizzazione aumenta la concentrazione e la produttività, diminuisce lo stress e non dà troppo spazio a dubbi come “starò facendo la cosa giusta”. Tu intanto falla.

 

Avere una presenza online è un investimento nel tuo percorso di crescita personale e professionale.

Come ogni percorso, da un lato aggiunge qualcosa al tuo bagaglio di competenze e conoscenze, dall’altro ha degli ostacoli da affrontare, alti e bassi e momenti di sconforto; i progressi sono graduali, non immediati.

È una sfida e come tutte le sfide superarle ti dà qualcosa in più.

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Puoi trovare anche altri contenuti nella mia rubrica di Psicologia Digitale su Stateofmind.it e su Agenda Digitale.
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Image credits Freepik.

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