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SEO per psicologi: la social SEO

By 12 Gennaio 2024Gennaio 29th, 2024Marketing per psicologi
SEO per psicologi.

Perché è utile la SEO per psicologi?
Cosa se ne fa uno psicologo della SEO?

In questo articolo abbiamo visto che cos’è la SEO, perché è importante conoscerla e come creare contenuti in chiave SEO.
E perché è così importante anche ti occupi di psicologia e vuoi essere online.

Abbiamo visto cos’è la SEO, a cosa serve e qualche indicazione utile su come creare contenuti in chiave SEO:
Una volta che abbiamo creato dei contenuti come possiamo renderli più efficaci?

Come ottimizzare i contenuti in chiave SEO

Con ‘ottimizzazione dei contenuti’ si intende un insieme di tattiche e accorgimenti utili a renderli più fruibili per gli utenti e quindi più ‘graditi’ ai motori di ricerca.
Se la SEO è l’insieme delle strategie che ci aiutano a posizionarci sui motori di ricerca, allora è importante fare in modo di essere il più in linea possibile con quello che i motori di ricerca… ricercano!
Per fare questo vengono utilizzati crawler, dei bot che vengono utilizzati per analizzare il nostro sito e classificarlo.
Tra gli elementi presi in considerazione c’è proprio come viene ottimizzato il contenuto, cosa che puoi fare seguendo delle semplici indicazioni:

  • Le parole chiave vanno utilizzate in maniera strategica:
    integrale nel corpo del testo ma anche nel titolo, nei sottotitoli (H1, H2, H3), nei primi paragrafi e in modo naturale nel testo. Che cosa vuol dire? Semplice: se stai parlando di SEO per psicologi non avere paura di dirlo… ma non troppo! Questo serve ai crawler a capire che nel contenuto (dal titolo al testo) c’è coerenza rispetto al tema che si tratta, ma non esagerare perché risulterebbe pesante per l’utente e anche per i bot: un uso eccessivo delle parole chiave risulta artefatto e viene penalizzato. Quindi quante ne devo usare? Non c’è un numero specifico: dai sempre però la priorità alla qualità del contenuto e ricorda che questi bot fanno analisi avanzate che non si basano solo sul numero di volte in cui tale parola chiave viene inserita
  • Rifletti bene sul titolo del contenuto:
    dato che, come abbiamo detto, il tuo contenuto deve rispondere ad una domanda di un utente (siamo su motori di ricerca, per definizione rispondono appunto a ricerche, domande) il titolo deve non solo includere la parola chiave ma anche dare un’idea chiara di cosa si parla in maniera semplice ed immediata
  • Le immagini:
    è altamente consigliato inserire una o più immagini per rendere più piacevole la lettura; i cosiddetti ‘muri di testo’ non sono per nulla gradevoli. Carica però immagini non troppo pesanti e ricorda che anche l’immagine ha un nome. Il nome del file dovrebbe contenere la parola chiave. E perché? Perché nei motori di ricerca… si ricerca anche per immagini
  • La struttura del contenuti:
    gli heading tags (H1, H2, H3) servono a creare una sorta di gerarchia e aiutano i motori di ricerca a comprendere la struttura del testo; insomma, suddivi in paragrafi, sotto paragrafi, elenchi puntati…
  • I contenuti evergreen:
    un articolo evergreen è un contenuto su qualcosa di sempre valido, informazioni generali su un dato argomento che non cambiano poi così spesso. Per esempio: un articolo su “cos’è il marketing per psicologi” è un contenuto evergreen che sì, ti conviene aggiornare di tanto in tanto, ma le informazioni chiave non cambiano dall’oggi al domani; viceversa, un contenuto che parla di qualcosa di transitorio, non sono contenuti evergreen. Per esempio un articolo su un evento. In verità al di là delle definizioni il confine non è poi così netto e dipende molto dal tipo di informazione; valuta il bilanciamento tra tipologia di contenuti soprattutto sulla base del tuo settore, di quello che vuoi trasmettere
  • I rich snippets e la descrizione meta:
    hai presente quelle brevi frasi che vedi appena sotto il titolo e il link dei risultati di ricerca? Ecco, sono quelli, delle brevi ed immediate descrizioni del contenuto, di solito una o due frasi. Servono per far capire se è quello che ci interessa davvero
  • La URL dell’articolo:
    keep it simple keep it simple keep it simple! Deve essere pulita, lineare, semplice!
  • I link interni ed esterni:
    i link interni sono quelli che puntano ad altre pagine del tuo sito, viceversa quelli esterni puntano ad altri siti. E’ molto importante inserirli per due motivi: quelli interni ti aiutano a ‘tenere’ l’utente più a lungo sul tuo sito, quelli esterni a collegare il tuo sito ad altri contenuti rilevanti
  • I bottoni per la condivisione:
    ovviamente fai in modo che sia chiaro e semplice come poter condividere i tuoi contenuti su altre piattaforme comprese quelle dei social, questo ti aiuta a farli girare e aumenta la visibilità
  • … la qualità:
    Lo ripeto e lo ripeterò mille volte ancora: la cosa più importante è la qualità! Il contenuto deve essere scritto bene, senza refusi, in maniera chiara, deve essere pertinente rispetto alle parole chiave. Pensa sempre al lettore, pensa a quello che gli serve, che lo interessa, che può trovare utile

 

Come analizzare i contenuti in chiave SEO

Analizzare come vanno i tuoi contenuti serve a capire se funzionano, se c’è qualcosa di migliorabile.
E’ un processo continuo che ti aiuta anche a rimanere flessibile e pronto a modificare la tua strategia in base ai dati raccolti e alle tendenze più recenti.

  • Monitora il traffico:
    ovvero: dai un occhio al numero di visite, di interazioni, di condivisioni, tutto quello che hai a disposizione in base allo strumento che utilizzi che sia Google Analytics, Google Search Console e altri ancora
  • Analizza le parole chiave:
    adesso fai tu qualche ricerca! Prova a ricercare delle parole chiave per le quali ti vuoi posizionare; cosa e come scrivono quelli nelle prime posizioni? Ci sono degli aspetti di quell’argomento che non hai preso in considerazione? Cos’altro potresti aggiungere? Guarda con occhio critico cosa fanno gli altri per capire cosa puoi migliorare e su cosa puoi differenziarti
  • Analizza le tendenze di ricerca:
    monitora le tendenze di ricerca nel tuo settore. Gli argomenti popolari e in crescita possono fornire nuove opportunità di creazione di contenuti
  • Esamina le pagine più lette:
    adesso torna a guarda in casa tua: quali pagine sono più lette? Quali meno? E’ anche questo un ottimo indicatore per capire se ti stai muovendo nella direzione giusta
  • Revisione periodica:
    la SEO ed in generale il marketing digitale ti offre tantissime opportunità anche in questo senso: si evolve continuamente e rapidamente! Fai una revisione di questi elementi di tanto in tanto, potranno essere una bussola che ti aiuta a capire come muoverti, se gli accorgimenti e le ottimizzazioni che hai fatto danno i loro frutti e sono efficaci

E i social?
Esiste la SEO per i social?
Come si ottimizzano i profili social in chiave SEO?

Ebbene sì, la SEO per i social esiste eccome!
Partiamo da un presupposto: le parole. Le parole sono la chiave e infatti sono keyword.
Perché è attraverso le parole che ci muoviamo anche nel mondo digitale.
Cosa sono gli hashtag se non parole?
Parole rilevanti che ci servono per arrivare a quello che ci interessa, qualsiasi cosa sia.
E le parole non sono il pane quotidiano di ogni psicologo?

 

La SEO per i social media è un insieme di strategie e tattiche per ottimizzare la visibilità del tuo profilo o dei tuoi contenuti sui social nei risultati di ricerca interni delle piattaforme. Anche se i social media non funzionano come i motori di ricerca tradizionali, l’ottimizzazione dei profili e dei contenuti può contribuire a migliorare la scoperta da parte degli utenti che vuoi raggiungere.

 

Ecco alcune strategie per avere dei profili social SEO-friendly:

  • Le parole chiave:
    identifica quali sono le parole chiave rilevanti e utilizzare in modo naturale e coerente nel profilo e nei contenuti per aumentare la probabilità di essere scoperto attraverso le ricerche interne. Pensa a quali termini le persone potrebbero cercare quando cercano account simili al tuo. Per fare una ricerca di parole chiave utilizza strumenti di ricerca e troverai anche il numero di volte in cui è stata utilizzata.
    Nella didascalia di un contenuto (su qualsiasi social) utilizza parole chiave in modo organico. Questo non solo migliora la SEO, ma fornisce anche maggiore contesto ai tuoi follower. Non aver paura di essere troppo prolisso, la didascalia è un elemento strategico; allo stesso tempo, non c’è bisogno di scrivere tantissimo. Scrivi quello che ritieni sia opportuno per dare un contesto all’utente che trova quel contenuto. E non limitarti a una sola parola chiave: usa più termini correlati per ampliare la portata del tuo contenuto e raggiungere un pubblico più ampio.
    Ricorda però: rimani coerente. Con la tua strategia, con i tuoi valori, con quello che vuoi dire. E mantieni la coerenza nell’uso delle parole chiave lungo il tempo. Una strategia coerente ti fa costruire una presenza online più forte e ottimizzata
  • L’ottimizzazione del profilo:
    il profilo deve essere completo, quindi avere le informazioni più rilevanti su chi sei e cosa fai, e deve essere immediato, quindi con poche parole arrivare dritto al punto. Per questo meglio essere semplici e diretti: inserisci parole chiave rilevanti e collegamenti al tuo sito (o altri link rilevanti). Il tuo profilo è uno spazio prezioso: quando un utente arriva sul tuo profilo gli deve essere chiaro cosa puoi fare per lui, che sia intrattenerlo o proporgli servizi. La bio o la descrizione del profilo è una delle prime cose che gli utenti leggono sul tuo profilo: tienila aggiornata, semplice, leggibile e comprensibile; meglio evitare di sovraccaricarla con troppe parole chiave, preferisci poche ma rilevanti parole o frasi
  • Frequenza e qualità dei contenuti:
    sui social quello che conta più di ogni altra cosa è essere costanti. I social prediligono account che si mantengono regolari e costanti nella pubblicazione perché questo dimostra che il tuo è un profilo attivo.
    Per aiutarti a mantenere la regolarità crea un piano e calendario editoriale: cosa vuoi pubblicare, in che formato, qual è l’argomento eccetera. Questo ti aiuterà a mantenere una visione chiara delle tue attività e a garantire una distribuzione regolare dei contenuti. Sfrutta le possibilità delle piattaforme: puoi programmare in anticipo la pubblicazione e puoi avere suggerimenti su quali sono gli orari di maggior attività dei tuoi follower, risparmiando tempo e fatica, rispondendo così anche alle esigenze dei tuoi follower.
    Nella pianificazione puoi anche coinvolgere gli utenti: chiedigli quando preferiscono ricevere i tuoi aggiornamenti e fai sondaggi per scoprire quali tipi di contenuti apprezzano di più; ti aiuta anche a farli sentire parte attiva e capire quali temi sono più interessanti per loro. Varia nei formati e nei contenuti.
    Che non venga meno la qualità: ok la frequenza e la regolarità, ma non compromettere la qualità del tuo contenuto. È meglio pubblicare meno spesso mantenendo standard elevati che saturare i tuoi canali con contenuti di bassa qualità
  • Local SEO:
    se la tua attività è localizzata in una determinata area geografica, ottimizza il tuo profilo per la local SEO. Quindi includi informazioni su dove possono trovarti e usa anche hashtag locali (per esempio un hashtag col nome della tua città). Su molte piattaforme è disponibile una funzione di localizzazione. Se per quanto riguarda i contenuti, pubblicane anche di specifici per la tua località per esempio col geo-tagging delle immagini per indicare la posizione per essere più accessibile nei risultati di ricerca locali
  • Engagement ed interazione:
    dato che si tratta di social media, il coinvolgimento degli utenti è un aspetto tra i più importanti. Commenti, condivisioni, like: l’interazione, l’engagement, tanto più saranno alti, migliore sarà la visibilità dei tuoi contenuti e del tuo profilo nei feed degli utenti.
    Sii il primo ad interagire, non aspettare passivamente che gli altri arrivino da te. Ricorda che in fondo si tratta di community, di persone che se sono lì vogliono sentirsi coinvolte. Fai parte anche tu dell’ecosistema: commenta e condividi contenuti di altri che ti interessano, che dicono qualcosa di te e di quello che fai, fai domande per incoraggiare i follower a condividere le proprie opinioni e esperienze, per creare discussioni, chiedigli apertamente di commentare, condividere e partecipare, come attraverso sondaggi e quiz.
    Condividi risorse utili, articoli interessanti o consigli pratici che diano valore a chi ti segue, ma non solo; fatti conoscere, di’ qualcosa di te e di quello che fai: la narrazione personale crea un legame emotivo e può spingere i follower a condividere le proprie esperienze
  • Analisi:
    ogni social mette a disposizione degli strumenti per monitorare le numeriche dei tuoi contenuti quindi analizza quali generano maggior engagement e adatta la tua strategia di conseguenza. Ricorda che ogni social ha le sue specificità, quindi è importante adattare queste tecniche alle caratteristiche di ciascuna piattaforma. Qui la chiave è la sperimentazione e l’adattamento continuo in risposta alle tendenze; utilizza queste informazioni per regolare e ottimizzare continuamente la tua strategia

Un approfondimento però lo meritano gli hashtag.

Gli hashtag sono delle parole chiave che servono per categorizzare e scoprire contenuti. Una strategia di hashtag ben pianificata può aumentare la visibilità dei tuoi post, migliorare l’engagement e favorire la scoperta da parte di nuovi follower interessati ai tuoi argomenti.

Gli hashtag sono per loro natura strategici: rendono i tuoi contenuti più facilmente rintracciabili da chi segue o cerca quel particolare argomento, aumentano così il potenziale della tua visibilità.

Ecco alcune strategie su come utilizzare in maniera strategica gli hashtag sui social:

  • Ricerca gli hashtag rilevanti per il tuo settore:
    fai una ricerca accurata di hashtag rilevanti per il tuo settore o nicchia. Ricercali come se tu fossi l’utente che vuoi che ti raggiunga: osserva quali hashtag vengono più utilizzati, quelli più popolari, più pertinenti, con quale frequenza vengono utilizzati; nelle tue ricerche dai un occhio anche agli hashtag utilizzati da altri che si occupano dello stesso settore e quelli usati dagli utenti
  • Usa hashtag in linea coi tuoi obiettivi:
    non è una banalità: non cercare di attrarre utenti con hashtag presi un po’ alla rinfusa perché popolari, non funziona. Avrai solo visualizzazioni sterili di chi sì, ha visto il contenuto, ma è andato oltre. E questo ti penalizza: non solo i motori di ricerca ma anche i social privilegiano gli account in cui gli utenti ‘restano’ più tempo perché questa è una misura dell’engagement
  • Il numero di hashtag:
    a dispetto di come può sembrare, non si deve esagerare con la quantità di hashtag utilizzati per singolo post. Anche se alcune piattaforme consentono l’uso di numerosi hashtag (attualmente per esempio su Instagram il massimo è di 30 hashtag) è meglio concentrarsi sulla qualità e sulla rilevanza. Un uso eccessivo può apparire spam e influenzare negativamente l’esperienza dell’utente; semmai in alcuni social come Instagram può essere utile utilizzarli anche nei commenti, per esempio quando rispondi
  • Escludi hashtag non pertinenti:
    facendo seguito a quanto detto poco fa, va da sé che vanno evitati hashtag ‘buttati lì a caso’: non serve a niente, anzi
  • Usa hashtag popolari al momento, i trending hashtag:
    tieniti aggiornato: ci sono hashtag ‘evergreen’ (come i contenuti) che di solito sono più generici (per esempio: #psicologia) e altri popolari in un dato momento (per esempio, per un evento: #eventoX2024); a seconda di quello che fai utilizzali entrambi perché questi ultimi ti fanno partecipare a trend e discussioni in corso. Che siano però sempre sempre sempre pertinenti a ciò di cui ti occupi. Attenzione: evita di utilizzare solo hashtag estremamente popolari, poiché il tuo contenuto potrebbe essere sepolto rapidamente in un flusso di nuovi post
  • Varietà:
    utilizza una strategia combinata che metta insieme hashtag popolari e hashtag specifici. I hashtag popolari possono aumentare la visibilità, mentre quelli più specifici attirano un pubblico più mirato
  • I branded hashtag:
    quando abbiamo parlato di digital personal brand, abbiamo detto in sostanza che qui il brand sei tu… e allora usa un hashtag che aiuti a rintracciare i contenuti che ti riguardano, per esempio #psicovago. Questi hashtag personalizzati possono contribuire a costruire il tuo personal brand, a farlo ricordare
  • Monitora:
    immancabile, il monitoraggio: identifica quali hashtag generano più engagement e visibilità, puoi utilizzare gli strumenti nativi dei social, ovvero quelli che hai già a disposizione nel tuo profilo

 

Dietro ogni cosa che fai ci deve essere una logica, una strategia; gli hashtag ne fanno parte.
Gli hashtag non sono che un modo per categorizzare e scoprire contenuti. Una strategia di hashtag ben pianificata può aumentare la visibilità dei tuoi post, migliorare l’engagement e favorire la scoperta da parte di nuovi follower interessati ai tuoi argomenti.

Le informazioni sono tante ma, se ti fermi un attimo, capirai che il nocciolo della questione è uno:
fare le cose con un senso; avere una direzione, capire la logica del meccanismo.

Domani magari non ci saranno gli hashtag ma qualcos’altro; non è lo specifico strumento di cui dobbiamo per forza avere dimestichezza in senso assoluto (cosa che, per mia esperienza, ti dico che è una battaglia persa in partenza).

La cosa davvero utile è capire come muoversi.
Il meccanismo dietro le cose.

Buttarsi e provare, divertirsi e rimanere fedeli a se stessi.

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Puoi trovare anche altri contenuti nella mia rubrica di Psicologia Digitale su Stateofmind.it e su Agenda Digitale.
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