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Piano e calendario editoriale per psicologi

By 13 Dicembre 2023Marzo 10th, 2024Marketing per psicologi
Piano e calendario editoriale per psicologi

Piano e calendario editoriale sono strumenti essenziali per organizzare e pianificare i contenuti da condividere online su qualsiasi piattaforma. Sono documenti che vanno utilizzati come guida per programmare cosa, quando e dove pubblicare.

Un piano editoriale ben strutturato aiuta a risparmiare tempo e fatica: sai già in anticipo cosa fare. Puoi dedicarti così alla creazione dei contenuti senza stare a chiederti ogni volta “e oggi cosa pubblico?”.

La pianificazione non è un elemento da sottovalutare; se non ci si organizza in modo da ritagliarsi il giusto spazio secondo le proprie esigenze si finirà per sentirsi sovraccaricati e demotivati, col rischio di lasciar perdere e vanificare il lavoro fatto.
Essere costanti online è il fondamento di qualsiasi strategia di marketing e di personal branding e non può che essere la base – anche per noi che ci occupiamo di marketing per psicologi.

Cos’è un piano editoriale

Un piano editoriale non è altro che un documento che riassume e ordina le attività che andrai a fare.
Il formato può variare a seconda di quello che senti più tuo; io per esempio preferisco utilizzare un file Excel.
La cosa davvero importante è che sia un documento semplice, chiaro, facile, che ti dia una visione immediata di quello che hai pianificato.

La differenza tra piano editoriale e calendario editoriale

Spesso vengono considerati sinonimi, ma tecnicamente non lo sono. Per essere precisi, il calendario editoriale contiene, come suggerisce il nome, il dettaglio della pianificazione a partire dalle date (e volendo addirittura l’orario) e possiamo considerarlo una sorta di diario, di agenda, di bussola che ci orienta nel quotidiano tra le mille cose da fare.
Nel concreto, il calendario editoriale racchiude la parte pratica della pianificazione e dell’organizzazione della pubblicazione dei contenuti.

Il piano editoriale ha uno scopo più strategico, è un documento di sintesi in cui vengono definiti i nostri obiettivi, le tematiche, le piattaforme, la frequenza di pubblicazione, tutti i punti chiave della nostra strategia di marketing.

Un piano editoriale dovrebbe avere almeno le seguenti sezioni:

Obiettivo / Argomento / Frequenza / Formato / Piattaforma / Numero di contenuti

Quindi per esempio:
Obiettivo: aumentare il traffico sul sito
Argomento: esperienza clinica
Frequenza: una volta a settimana
Formato: articolo del blog /carosello
Piattaforma: sito web e Instagram
Numero di contenuti: 2

Un calendario editoriale, invece, dovrebbe avere almeno le seguenti sezioni:

Mese / Giorno della settimana / Data di pubblicazione / Parola chiave / Titolo / Link

Quindi per esempio:
Mese: Dicembre
Giorno: Mercoledì
Data: 13/12/2023
Parola chiave: piano editoriale
Titolo: piano editoriale per psicologi
Link dell’articolo

A cosa servono piano e calendario editoriale

A fare ordine. Tra le idee, tra le attività da fare, tra i vari impegni in agenda.
Di solito sono dei documenti che si redigono a scadenza regolare come ogni tre o sei mesi, anche qui secondo le tue esigenze.

Vuol dire che, poniamo, ogni 3 mesi ci si prende un paio di ore per lavorarci e poi nei 3 mesi successivi avremo già l’idea di cosa, dove, quando e a quale scopo pubblicare contenuti.
Ma non serve solo per risparmiare tempo, organizzarsi e togliersi di dosso l’ansia da “non so cosa pubblicare”.
Serve anche a darci delle linee guida su dove vogliamo andare e come lo vogliamo valutare.

Se per esempio per noi l’obiettivo è aumentare le visite al nostro sito, capiremo se le attività che abbiamo pianificato e svolto ci aiutano davvero ad aumentare il traffico. E se così non è, avremo degli elementi per capire dove direzionare i nostri sforzi in funzione dei nostri obiettivi.

Uno dei grandi vantaggi della comunicazione online è avere la possibilità di monitorare praticamente ogni cosa.
Non c’è bisogno di addentrarsi in strumenti particolarmente raffinati, come Google Analytics, anche un semplice profilo di Instagram offre delle numeriche su utenti raggiunti, visite al profilo, eccetera.

Monitorare l’andamento delle tue attività però non deve diventare un’ulteriore fonte di ansia.
Anche a questo servono piano e calendario editoriale: quando li elaboriamo abbiamo in mente dove vogliamo andare e come farlo.

Perseguiamo quella strada e, solo dopo un tempo minimo che ci serve ad avere uno storico sufficiente, possiamo lavorarci di nuovo e calibrare il tiro. Magari scopriamo che funzionano meglio i caroselli che i reel oppure che un determinato argomento sembra essere più interessante di altri per gli utenti che ci raggiungono.

I motivi per cui sono necessari piano e calendario editoriale per una strategia di marketing digitale semplice ed efficace:

Indica una direzione, una guida, una strada da percorrere
Focalizza la tua attenzione su una cosa alla volta, riducendo lo sforzo
Fa capire come muoverti nel comunicare il tuo valore
Aiuta a farti crescere e posizionarti online
Fa capire quali sono i migliori passi da fare per raggiungere i tuoi obiettivi

Come creare un piano editoriale

C’è chi preferisce Word e chi, come me, Excel. Volendo, si può utilizzare un Gsheet, più comodo perché sempre disponibile nel Gdrive e anche più user friendly rispetto a Excel vero e proprio.
Non importa tanto la tipologia di documento quanto il fatto che deve essere il più semplice possibile.
Lo dobbiamo usare spesso e soprattutto quando avremo altre mille cose per la testa deve essere il nostro punto fermo che ci guida.
Ecco le parti che proprio non possono mancare in un piano editoriale:

  • Definizione degli obiettivi

    Prima di iniziare a creare il piano editoriale è essenziale definire chiaramente gli obiettivi che vuoi raggiungere: che sia, per esempio, aumentare la visibilità online (per esempio: avere più follower) oppure ricevere più richieste di contatto.
    Dipende da cosa fai e cosa vuoi; l’importante è che tu abbia ben chiaro dove vuoi arrivare

  • Identificazione del pubblico di riferimento: il pubblico target

    A chi ti vuoi rivolgere? A chi vuoi parlare? Chi ti piacerebbe raggiungere? Chi sono i tuoi potenziali pazienti o clienti?
    Comprendere chi è il tuo pubblico target è fondamentale per creare contenuti rilevanti e adatti alle loro esigenze e interessi

  • Ricerca delle parole chiave: le keyword

    C’è da entrare un po’ più nel vivo dei contenuti. Vanno identificati gli argomenti che vuoi trattare e le keyword che li rappresentano. Sulla base di questi andrai poi a creare i contenuti veri e propri.
    Ora, qui si potrebbe aprire una parentesi grande quanto il DSM e l’ICD messi insieme, e ne parleremo perché esistono molti strumenti che ti possono aiutare, anche gratuiti, ma per ora ti basti sapere che si può cominciare facendo una ricerca sugli argomenti inerenti alla psicologia e alle tue aree di interesse specifiche (per esempio su Google o sui social) per capire intorno a cosa ruotano le conversazioni degli utenti

  • Integrazione delle parole chiave nel piano editoriale

    Assicurati che le tue parole chiave siano integrate in modo naturale nei tuoi contenuti. Ciò migliorerà la visibilità del tuo sito web e dei tuoi contenuti sui motori di ricerca

  • Creazione del calendario editoriale

    Identifica quali sono i canali in cui vuoi essere e ti consiglio di cominciare con calma… non c’è bisogno di essere contemporaneamente su tutti i social, per esempio, ne basta uno, quello che ti rappresenta di più.
    Decidi su quali piattaforme digitali desideri concentrarti ma non solo, pensa anche a quali formati ti fanno sentire più a tuo agio (post? Video? Articoli? Podcast?) e pianifica accuratamente cosa, dove, quando pubblicare

  • Frequenza di pubblicazione

    Decidi la frequenza con cui pubblicherai nuovi contenuti su ciascun canale e rifletti su una cosa importantissima: deve essere sostenibile nel lungo termine. Se per un mese pubblichi una volta al giorno e poi molli tutto perché non riesci a stare al passo è molto peggio che essere costanti per 6 mesi pubblicando due volte a settimana. La costanza è la chiave online

  • Tipologia di contenuti

    Di solito si suggerisce di variare con le tipologie (testo, audio, video, …) per mantenere l’interesse e per coinvolgere anche utenti con preferenze diverse

  • Considera anche un momento di monitoraggio

    L’analisi di come stanno andando le cose ti serve per capire se stai andando nella direzione giusta in base ai tuoi obiettivi.
    Valuta di fare una sorta di ‘revisione’ periodica: sii flessibile. Non aver paura di cambiare qualcosa, è proprio questo il punto. Facendo capisci anche cosa funziona e cosa no. Se noti che alcuni tipi di contenuto funzionano meglio di altri, adatta il tuo piano editoriale di conseguenza

Mantieni sempre l’attenzione sulle esigenze del tuo pubblico e adatta il tuo approccio in base alle loro risposte.
Con il tempo, il tuo piano editoriale diventerà uno strumento prezioso per la tua presenza online.

Perché un piano e un calendario editoriale per psicologi

Come creare un piano editoriale su misura per te?

In tutta franchezza, lo dico subito: non esiste “un piano editoriale per psicologi”.
Nel senso che – come spero si sia capito – quello che conta è la strategia e la struttura; ognuno può inserirci quello che è più opportuno per le sue esigenze.
Anche se, però, qualcosa di specifico c’è.

Senza dubbio, si tratta dei contenuti e questi dipendono dal nostro campo di lavoro.
Tipicamente, quelli più in crisi sono i professionisti in ambito sanitario, incerti su come presentarsi online (in generale) e su cosa sia etico o meno, oltre che su cosa si possa condividere o no.
La comunicazione digitale in ambito sanitario, almeno per il momento, non ha delle direttive definite, riconosciute e condivise dagli organi preposti. Questo aumenta le insicurezze di chi vorrebbe proporsi online ma non sa come fare.

Nella scelta dei contenuti bisognerebbe comportarsi come ci si comporta davanti ad un paziente o ad un cliente.

Quando dobbiamo decidere gli argomenti che vogliamo trattare possiamo procedere così, rispondendo a queste domande:
Di cosa mi occupo?
Quali sono le domande che ricevo più spesso su questa cosa?
Cosa, in quello di cui mi occupo, suscita non solo curiosità ma anche dubbi, interessi, aspettative?
In merito a quello di cui mi occupo, di cosa online si discute di più? Sui social, negli articoli di giornale.
Ci sono libri che trattano questo argomento, quali sono quelli più letti? Su cosa si focalizzano nello specifico? Cosa dicono le recensioni?

Oppure: quando fai una ricerca puoi dare un’occhiata ai “risultati correlati”. Quelle sono le domande di ricerca più frequenti sul quell’argomento e, quindi, anche quello che gli utenti cercano più spesso, i contenuti che gli interessano di più in merito a quello.

Insomma, guardarsi intorno.

Esistono strumenti molto utili che si utilizzano per fare questo tipo di ricerche; la SEO serve proprio a questo.
Anche se non siamo esperti di SEO e forse nemmeno sappiamo cos’è (stay tuned!) possiamo comunque dare un’occhiata in giro. Partire da ciò che è importante per noi e nel nostro campo d’azione per poi capire cosa lo è per le persone che vogliamo raggiungere.

Ricordiamoci che dietro ogni like, condivisione o commento ci sono persone con cui connettersi.
Restiamo noi stessi, restiamo autentici.

E’ una sfida e non è facile, lo so; ma utilizzare i canali digitali oggi è fondamentale.

 

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Puoi trovare anche altri contenuti nella mia rubrica di Psicologia Digitale su Stateofmind.it e su Agenda Digitale.
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Image credits Freepik.

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