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Perché non creare contenuti con l’intelligenza artificiale

By 30 Giugno 2023Marzo 10th, 2024Marketing per psicologi
perché non creare contenuti con l’intelligenza artificiale

Avete mai provato un traduttore automatico? Scrivi una frase, inserisci un testo e in un secondo hai la traduzione. Alcuni offrono la possibilità di modificare la parola selezionata con una lista di sinonimi o altre parole suggerite. Comodo. Peccato che non sempre la traduzione è perfetta, anzi.
Questo perché il traduttore automatico, che è una forma di intelligenza artificiale, non tiene conto di alcune sfumature della lingua che solo un nativo sa, non tiene conto di connotazioni locali (magari dialettali), né tantomeno del contesto in cui quella frase o quel blocco di testo verrà poi inserito o del senso che si vuole dare al testo.
Per queste cose serve un umano. Un essere umano che abbia un vissuto, delle esperienze, che conosce i contesti, che sa quello che vuole dire.

Il marketing digitale permette moltissime automazioni: dal programmare un post e le mail alla creazione di testi a partire da un prompt, cioè un indizio, un suggerimento. Potremmo far creare i nostri articoli, copy per i social, le immagini per il blog e poi programmarli, il tutto senza fare quasi nulla.
Ma un conto è automatizzare i processi, un conto è creare i contenuti con l’intelligenza artificiale.

Ha senso? Oggi, la risposta è no.

Diciamolo: creare contenuti è un grande sbatti.
Che sia per il blog o per i social, richiede impegno, creatività, conoscenza.
Trovare idee per i contenuti e per le immagini è faticoso, soprattutto se siamo all’inizio, siamo ancora muovendo i primi passi per capire come funzionano le piattaforme che abbiamo scelto e stiamo facendo tutto da soli.

Perché, se posso programmare un post, non posso usare il ChatGPT di turno per fargli scrivere un articolo?

  1. Professionalità
    Siamo seri: abbiamo studiato anni per essere dove siamo, davvero non sappiamo scrivere di ciò che ci appassiona, che abbiamo studiato, che è il nostro lavoro? Io non credo. Abbiamo passato anni ad affinare le nostre competenze, a formarci, a tenerci aggiornati; siamo dei professionisti e sappiamo quello che facciamo. Essere dei professionisti si esprime in tanti modi e tra questi c’è mantenere certi standard.
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  2. Competenza
    I modelli di intelligenza artificiale basano le loro risposte su molte fonti; non tutte sono affidabili.
    Produrre un contenuto specialistico richiede una profonda conoscenza dell’argomento. I modelli di intelligenza artificiale possono fornire risposte valide ma anche non corrette; potrebbero non attingere da fonti specialistiche. Inoltre, non possiedono la comprensione delle sfumature necessarie per creare contenuti davvero rilevanti.
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  3. Originalità
    ChatGPT è utilizzato da milioni di persone ogni giorno. Se io gli faccio una domanda o gli chiedo di scrivere su un dato argomento, siamo poi così sicuri che la risposta fornita a me non sia simile – molto simile – a quella data a n altre persone che chiedono cose simili? Vi posso già rispondere: no. Molto spesso risponde ad input simili allo stesso modo. Potremmo scrivere contenuti fotocopia di altri mille, tutto del valore zero. Mentre voi sapete quali contenuti rispondono alle necessità delle persone a cui vi rivolgete, sapete dove volete andare, cosa volete comunicare, sapete quindi come adattarvi per rispondere alle loro esigenze, creando empatia.
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  4. Creatività
    Nessuno è come voi; nessuno vi può sostituire. I modelli di IA mettono insieme una mole di dati incredibile e producono output in pochi secondi (anche meno) e generano contenuti basati su ciò che esiste già; non producono nulla di nuovo. Mentre solo voi potete mettere insieme chi siete, il vostro punto di vista, le vostre conoscenze e produrre qualcosa di unico.
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  5. Contesto
    Non conoscono né utilizzano il contesto specifico di riferimento, né tantomeno lo scopo e le intenzioni.
    Ma se io voglio rivolgermi a qualcuno voglio anche tramettere un messaggio giusto per quel qualcuno – il nostro pubblico di riferimento – e ciò richiede empatia, capacità tutta umana.
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  6. Eticità
    Questo è un altro punto su cui di solito insisto. Noi apparteniamo ad una categoria che fa della responsabilità, della fiducia e del rispetto dei capisaldi. Già solo per questo abbiamo il dovere (e direi anche per la nostra reputazione) di mantenere questo profilo in tutto ciò che facciamo.
    Essere trasparenti e rispettosi nel lungo termine paga ed è essenziale per costruire fiducia e credibilità.

 

Il tocco personale

Essere autentici con noi stessi e col nostro pubblico di riferimento non ha prezzo.
Ci sono soddisfazioni intangibili ma non per questo meno importanti.
Diamo la nostra voce, unica, a tutto quello che facciamo; esprimiamoci; connettiamoci con gli altri; creiamo qualcosa di nostro. Non rinunciamo alla nostra identità.

Far generare contenuti all’IA non è la soluzione ideale.
L’intelligenza artificiale può comunque essere uno strumento prezioso: può aiutarci quando siamo a corto di idee, dandoci spunti e suggerimenti; o magari può darci un po’ di ispirazione.

Non sottovalutiamo però il valore dell’essere noi stessi, dell’essere umani.

 

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Puoi trovare anche altri contenuti nella mia rubrica di Psicologia Digitale su Stateofmind.it e su Agenda Digitale.
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Image credits Aryan Dhiman on Unsplash.

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