Digital Phenotyping: cos’è e come può aiutare il clinico

By 9 Ottobre 2020 Novembre 5th, 2020 Psicologia clinica

Il digital phenotyping – in italiano ‘fenotipizzazione digitale’ – permette di tracciare un profilo del comportamento e di indici fisiologici dell’utente. L’insieme di tutti questi dati consente al clinico di avere una visione completa dello stato della persona.

Digital Phenotyping: cos’è e come avviene la raccolta dei dati


Produciamo un flusso continuo di dati. Basta uno smartphone per dire di noi molto più di quanto pensiamo. Quando lo usiamo e per quanto, dove, cosa facciamo. Tecnologie di rilevamento presenti in tutti i più comuni dispositivi comprendono la raccolta di dati comportamentali come spostamenti tramite GPS o attività fisica tramite accelerometro, oppure di reti sociali attraverso monitoraggio delle attività sui social network o, ancora, rilevazioni vocali tramite microfono. A loro volta possono essere dati raccolti in maniera attiva o passiva, a seconda della partecipazione del soggetto: attivi se inseriti dall’utente stesso, passivi se, viceversa, il soggetto non ha compiuto azioni specifiche. 

Digital Phenotyping: perché può essere un aiuto per il clinico


Questa profilazione può aiutare nella prevenzione e diagnosi precoce, così come nel monitoraggio e nel trattamento di diverse patologie, sia fisiologiche che psicologiche.

Il clinico, avendo misurazioni oggettive e mirate, può integrare i dati raccolti digitalmente con quelli del colloquio e visita col paziente. 

Il livello di precisione e l’ampiezza dei dati raccolti permette di far luce su molti aspetti. Per esempio, pensiamo ad un paziente depresso: grazie ai dati del GPS è possibile sapere come un paziente divide il suo tempo tra luoghi diversi; i dati sull’uso dei social ci possono dire qualcosa sulla sua rete di contatti; le registrazioni vocali possono darci un’idea dell’umore o di compromissioni nell’eloquio; ancora, i dati dell’accelerometro ci danno una visione sulla mobilità effettiva. 

Altro aspetto importante è che si tratta di informazioni meno suscettibili a potenziali barriere linguistiche e culturali poiché basate su indici e non su resoconti o colloqui. 

All’attenzione del clinico così come del paziente non sfugge però un altro tema controverso: privacy e profondità delle informazioni raccolte. La tutela dei dati personali è un tema caro a diversi settori, dal marketing alla medicina. 

L’importanza della consapevolezza digitale


E’ inevitabile condividere dati. Non farlo equivale a non essere parte e non utilizzare nessun dispositivo, cosa che è irrealizzabile ormai.

Allora quello che dovremmo chiederci è che tipo di utilizzo ne viene fatto, dove e come vengono custodite queste informazioni e per quanto.

Una maggior consapevolezza su questo tema deriva da una maggior educazione digitale del singolo come dei gruppi di lavoro che sono coinvolti (ricercatori, clinici, così come marketers).

Di sicuro il digital phenotyping è una risorsa e uno strumento per il clinico che nei prossimi anni diverrà sempre più parte della pratica. 

 

Per saperne di più leggi il mio articolo di approfondimento su Stateofmind.it

 

Photo by Ashwin Vaswani on Unsplash.

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