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Come trovare gli argomenti giusti per i tuoi contenuti

By 16 Giugno 2023Gennaio 29th, 2024Marketing per psicologi
Come trovare gli argomenti giusti per i tuoi contenuti

Creare i contenuti giusti per comunicare in modo efficace con il pubblico a cui vi volete rivolgere può essere sfidante.
Di cosa scrivo? Come lo scrivo? Cosa voglio comunicare? Quale risultato voglio ottenere?
Sono solo alcune delle domande che ci possono venire in testa quando ci approcciamo alla comunicazione online.

Da un lato vorremmo esporci, dire la nostra, condividere informazioni che riteniamo interessanti e utili, dall’altro non sappiamo da dove partire, cosa scrivere, come trasmettere quello che vogliamo dire.

Come si fa a coinvolgere, catturare l’attenzione mantenendoci professionali e rispecchiando chi siamo?

  1. I contenuti dobbiamo sentirceli cuciti addosso come un vestito su misura
    Prima di tutto no, non fingiamo di essere chi non siamo; va bene essere attenti e lasciarsi ispirare da quello che vediamo in giro ma è altrettanto importante rimanere fedeli a noi stessi.
    Proponiamo contenuti che sentiamo nostri, che riteniamo davvero importanti e utili, che vogliamo davvero condividere con altri.
    Le forzature non portano da nessuna parte: non riusciamo a portarle avanti nel tempo con costanza – fondamentale soprattutto online – non essendo ‘nostre’ ci fanno sentire insicuri ed ‘impostori’.
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  2.  Definiamo il nostro pubblico di riferimento
    Prima di creare qualsiasi contenuto, è essenziale definire chiaramente a chi vogliamo parlare: il pubblico di riferimento. Ci occupiamo di disturbi alimentari? Parliamo al nostro paziente prototipo, al paziente che per i nostri studi e esperienza può rappresentare il “paziente tipo”, quello che descrive meglio una persona con disturbi alimentari.
    E’ al tempo stesso una generalizzazione e una cosa molto specifica: è chiaramente una forzatura, non esiste il paziente prototipo, ma, un po’ come nel DSM abbiamo indicazioni statistiche, così in questo caso si tratta di una generalizzazione che ha il solo fine di farci orientare e darci la bussola per avere una strategia comunicativa; è anche delimitare un’area molto specifica e questo ha un’importanza: non parliamo a tutti, parliamo a quella persona per la quale può essere effettivamente utile.
    Serve per adattare i contenuti alle loro esigenze specifiche e a coinvolgerli in modo più efficace.
    Parlare a tutti vuol dire non parlare a nessuno.
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  3.  Analizziamo gli argomenti di tendenza
    Essere aggiornati è richiesto anche a livello formale attraverso gli ECM; a questo va aggiunto il suggerimento di tenersi informati sulle ultime tendenze, gli articoli più recenti, essere informati seguendo le fonti affidabili nel nostro campo.
    Cosa c’è di nuovo? Quali sono le aree di interesse emergenti? C’è qualcosa che secondo noi andrebbe approfondito? E soprattutto, che ne pensiamo?
    Essere aggiornati ci dà spunti, curiosità, che possiamo condividere aumentando allo stesso tempo la nostra credibilità come psicologi.
    Ci sono anche degli strumenti come Google Trends o Semrush che ci possono dare un’idea di quali sono gli argomenti e le parole chiave più cercate, dandoci un’indicazione di quali tematiche esplorare.
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  4. Sfruttiamo le nostre competenze
    Ok, il percorso di studi è stato lungo, impegnativo, a volte frustrante, a volte faticoso, altre volte entusiasmante e appassionante; fatto sta che ci siamo dedicati alla nostra formazione per almeno sei anni che arrivano a dieci per chi è abilitato alla psicoterapia. Davvero non abbiamo nulla da dire?
    Identificate le aree di competenza in cui siete più forti, quelle che vi interessano di più e usatele come base per i vostri contenuti.
    Posizionandovi come esperti: il vostro pubblico sarà più coinvolto e interessato alle vostre conoscenze specialistiche.
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  5.  Creiamo contenuti semplici e comprensibili per chiunque
    Sfruttiamo le nostre competenze sì ma ricordiamoci che stiamo parlando a qualcuno che, molto, molto probabilmente, non sa distinguere tra orientamento cognitivo comportamentale e sistemico relazionale.
    Insomma, non stiamo parlando ad esperti né ad addetti al settore. Quando create contenuti cercate di renderli coinvolgenti, informativi e facili da capire: utilizzate un linguaggio semplice, evitando un gergo eccessivamente tecnico e di settore: lo scopo è creare un contatto attraverso quello che condividete, non fare un saggio mostrando quanto avete studiato.
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  6.  Creiamo contenuti in più formati
    Non vogliamo appesantire ed annoiare: aggiungiamo immagini, infografiche, video, podcast, elementi interattivi (come sondaggi) che incoraggiano il coinvolgimento attivo e creano un senso di comunità.
    Non tutti i formati vengono fruiti allo stesso modo: i podcast permettono di consumare i contenuti in movimento, i video consentono di trasmettere più facilmente concetti complessi, eccetera.
    Variare i formati dei contenuti per soddisfare le diverse preferenze e gli stili di fruizione permette al vostro messaggio di raggiungere più persone in più momenti.
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  7.  Siate originali (senza paura!)
    Copiare? Non vi conviene. Per una serie di motivi: tecnici, etici, personali, di posizionamento.
    Dal punto di vista puramente tecnico, i motori di ricerca penalizzano i contenuti copiati o troppo simili ad altri già pubblicati; dal punto di vista etico è molto poco professionale scopiazzare contenuti di altri, presumibilmente colleghi e non ne uscireste proprio bene; dal punto di vista personale che soddisfazione si può avere nel copiare? Davvero ci stimiamo così poco da ridurci a questo? Infine, il nostro posizionamento: se vogliamo che la nostra voce sia rispettata, rispettiamo prima quella degli altri. Ispirarsi e copiare sono cose diverse. Siate originali e non abbiate paura di citare espressamente altri profili o fonti: ci rende più seri, professionali, autorevoli agli occhi di tutti: colleghi, utenti, noi stessi.
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  8. Incoraggiate il coinvolgimento e la condivisione
    Creare un contesto coinvolgente in cui si ha voglia di partecipare e ci si sente sicuri a farlo ci aiuta a costruire la nostra comunità online. Stimolate attivamente gli utenti a lasciare commenti, fare domande e condividere le loro esperienze; rispondete alle loro domande argomentando, dimostrando il vostro interesse; incoraggiate le conversazioni avviando il confronto e lo scambio di vissuto e opinioni. Questo creerà un senso di appartenenza e di fiducia.
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  9.  Collaborate con altri profili
    Partecipate a opportunità di guest blogging (cioè scrivere un contenuto ‘ospitato’ sul sito di un altro), forum, community, tutti i luoghi dove potete scambiare idee e approfondimenti con i vostri colleghi.

Questi sono suggerimenti su come muovere i primi passi nella scelta e creazione dei contenuti online.
C’è davvero tanto che si può dire e fare su come trovare gli argomenti giusti – stay tuned!
Alla fine ciò che conta davvero è:

Siate voi stessi

L’unica cosa davvero in grado di rendervi unici è… essere voi stessi.
Siate voi stessi, contando sulla vostra personalità, sui vostri interessi e sulle vostra singolarità.
Questo darà un valore reale al vostro pubblico.
Il motivo per cui qualcuno sceglierà voi e non qualcun altro? Chi siete e cosa vi rende diversi.
E, che lo vogliamo o no, questo qualcuno si crea un’immagine di voi a partire dai vostri contenuti e da come li presentate, quindi cercate di creare una presenza online che acceleri la fiducia e sia autentica e creerete un impatto maggiore.

 

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Puoi trovare anche altri contenuti nella mia rubrica di Psicologia Digitale su Stateofmind.it e su Agenda Digitale.
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Image credits Florian Klauer on Unsplash.

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