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Che cos’è il marketing per psicologi

By 6 Dicembre 2023Marzo 10th, 2024Marketing per psicologi
Marketing per psicologi

Hai presente quando ripeti una parola così tante volte e così di frequente che sembra perdere di significato?
Ecco, la parola “marketing” ormai è a quel livello lì.

E’ diventata una parola così abusata e fraintesa che non si capisce più cosa voglia dire.

Marketing vuol dire mille cose. E, prima di tutto, andrebbe distinto quello offline da quello online.
E no, ‘fare marketing’ non vuol dire (solo) fare pubblicità; il marketing è qualcosa di molto complesso e sfaccettato che include molte attività, non tutte rivolte direttamente alla vendita.

Ma al di là degli spiegoni – che di norma cerco di risparmiare – quindi cos’è il marketing per psicologi?

Perché dovrebbe esserci questa sottocategoria “per psicologi”? Ha senso? Come si fa? Quali attività include?

Volendo dare una definizione generale, potremmo dire che il marketing per psicologi comprende una serie di strategie, attività e tattiche utilizzate per farsi conoscere e promuoversi.

Un volantino è marketing; il biglietto da visita è marketing; il profilo social è marketing.

E, naturalmente, non tutte le attività sono uguali.

Anche se è comprensibile che ci si possa sentire a disagio con alcuni aspetti del marketing, è importante capire che è una parte essenziale da includere nella professione.

Ora, ho studiato marketing e lavoro nel marketing da 10 anni.
Potremmo stare qui a parlarne per giorni e probabilmente sarebbe anche molto interessante.
Ma, per riassumere, il marketing digitale per psicologi include l’uso di strategie integrate che servono per stabilire la presenza online, il digital personal brand, e, volendo, per promuovere i propri servizi.

Qualche esempio… dove mi faccio trovare?

 

Il sito web: un sito ben progettato, articolato e curato è la base del marketing digitale.
Anche se è un sito vetrina (ovvero un sito statico con poche pagine con le informazioni fondamentali come chi sono, di cosa mi occupo, contatti, ma che non offre possibilità di interazioni né troppi contenuti) o qualcosa di più articolato come un blog (che consente maggiore interazione, come la possibilità di lasciare commenti), un sito permette di fornire un insieme coerente di informazioni, contenuti e risorse su chi sei e cosa fai. Che abbia testo, immagini, video, altri elementi multimediali o un insieme di tutto, un buon sito deve essere intuitivo, informativo e rispecchiarti; dovrebbe includere informazioni sulla formazione, le specializzazioni, i servizi offerti, e far capire in modo facile come contattarti

I social network: Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn e altri, sono tutti spazi virtuali in cui connettersi e interagire attraverso testi, immagini, video, link, ecc.
Tutti sono sui social. La domanda è: tu devi esserci come professionista? E se sì in che modo? Non è strettamente necessario ma sicuramente molto, molto consigliato esserci e farlo non seguendo alla lettera i dettami dell’ennesimo guru o “esperto di”, ma capendo quali sono i tuoi valori e cosa vuoi trasmettere. Il come si impara in fretta; è chi sei e cosa vuoi dire che richiede più lavoro.

Come mi faccio trovare?

 

Il content marketing: è una strategia di marketing che si concentra sulla creazione e distribuzione di contenuti di valore con l’obiettivo di attirare, coinvolgere e mantenere l’attenzione degli utenti a cui vuoi rivolgerti.
Invece di parlare direttamente un prodotto o un servizio, il content marketing mira a fornire informazioni utili, intrattenimento o risorse educative che soddisfano i bisogni o gli interessi degli utenti e, quindi, in senso indiretto a promuoverti.
Una volta identificate le persone a cui vuoi rivolgerti, vanno creati contenuti in linea con i loro interessi.
Esempi di contenuti utilizzati nel content marketing includono articoli di blog, video, podcast, ebook, infografiche, webinar e molto altro.
L’obiettivo è creare una relazione di fiducia, mostrandoti come esperto in un determinato settore e, soprattutto, farti conoscere. Questi contenuti vanno distribuiti nelle piattaforme che riteniamo strategiche e funzionali per noi, in cui ci sentiamo a nostro agio, che siano blog, social, newsletter. Non è necessario (anzi, può essere anche un po’ controproducente) essere ovunque, ma farlo con attenzione e strategia.

La SEO (Search Engine Optimization): acronimo di Search Engine Optimization, è il processo di ottimizzazione di un sito web o di una pagina web per migliorare la visibilità nei risultati dei motori di ricerca in risposta a determinate query (domande) o parole chiave.
L’obiettivo della SEO è aumentare la qualità e la quantità del traffico organico, ovvero il traffico proveniente dai risultati di ricerca non a pagamento. La SEO tecnica poi si riferisce all’ottimizzazione del sito, inclusi aspetti come la struttura dei link, il file robots.txt, la mappa del sito (sitemap) e altro ancora.
La SEO è un processo dinamico: i motori di ricerca aggiornano regolarmente gli algoritmi e le regole che determinano i risultati. Ottimizzare il sito per i motori di ricerca è essenziale per farci trovare; esistono molti modi per lavorare sulla SEO, tra cui assicurarsi che il sito web sia ottimizzato per la visualizzazione e l’usabilità su dispositivi mobili, dato che molti utenti accedono a Internet tramite smartphone o tablet (mobile optimization); migliorare l’esperienza dell’utente sul sito web, garantendo che sia facile da navigare, veloce nel caricamento e fornisca contenuti di valore (user experience (UX); modifica e miglioramento di elementi direttamente sulle pagine web, come titoli, tag di intestazione, meta tag, immagini e testo, per rendere il contenuto più pertinente per le parole chiave target (ottimizzazione on-page).
Ma ancora, un altro aspetto importante è lavorare alla creazione dei contenuti in maniera strategica, per esempio facendo prima un a ricerca per parole chiave: identificazione delle parole e delle frasi che gli utenti inseriscono nei motori di ricerca quando cercano informazioni relative a un determinato argomento o servizio. Questo consente di creare davvero contenuti di qualità che rispondano alle esigenze degli utenti, che li “tengano” in pagina e che siano considerati autorevoli dai motori di ricerca.

Email Marketing: è un canale di comunicazione diretta che consente di mantenere un contatto regolare tramite l’invio di email appunto a tutti quelli che fanno parte della lista; l‘obiettivo principale dell’email marketing è stabilire e mantenere il contatto con gli iscritti alla mailing list.
L’email marketing ha un plus fondamentale: essendo una comunicazione diretta (arrivi direttamente nella casella di posta dell’utente), è tra i mezzi più efficaci per attirare e soprattutto mantenere l’attenzione.
Sui social un contenuto scorre via veloce in mezzo a migliaia di altri, ma nella casella mail puoi “prenderti” molto più tempo.

La SEM: “search engine marketing” è una forma di marketing digitale che si concentra sulla promozione di un sito web attraverso annunci a pagamento visualizzati su pagine di risultati di motori di ricerca (SERP). Il SEM comprende principalmente due componenti principali: la pubblicità a pagamento tramite annunci Pay-Per-Click (PPC) e la gestione dell’ottimizzazione del sito web per i motori di ricerca (SEO).

Quindi….

Il traffico può essere organico: e cioè il flusso di visitatori che ci trovano attraverso risultati di ricerca non arriva a pagamento. In altre parole, quando gli utenti utilizzano motori di ricerca come Google per cercare informazioni e fanno clic sui risultati di ricerca che appaiono in modo naturale e non sponsorizzato, si generano visite organiche.
Il traffico organico è influenzato dalla visibilità del sito web nei risultati di ricerca e dalla sua posizione per determinate parole chiave. La SEO (Search Engine Optimization) è una strategia chiave per aumentare il traffico organico, ottimizzando il sito web per essere ben indicizzato dai motori di ricerca. Il traffico organico richiede tempo ma dà i suoi frutti anche a lungo termine.

Il traffico può essere a pagamento: e cioè riferisce il flusso di visitatori che ci raggiunge attraverso annunci pubblicitari a pagamento. Questi annunci possono apparire sui motori di ricerca, sui social media, su siti web di terze parti o su altre piattaforme pubblicitarie online.
I principali strumenti di traffico a pagamento includono Google Ads, Meta Ads (Facebook+Instagram) e altri servizi pubblicitari online.
Il traffico a pagamento è immediato, ma cessa quando si smette di pagare per gli annunci.
Gli utenti tendono a fidarsi di più dei risultati organici, in quanto percepiscono che sono basati sulla rilevanza del contenuto. Gli annunci a pagamento possono essere considerati meno autorevoli dagli utenti, poiché sono “fortemente suggeriti”.
In sintesi, il traffico organico è ottenuto attraverso sforzi di ottimizzazione e creazione di contenuti, mentre il traffico a pagamento è ottenuto tramite investimenti pubblicitari. Entrambi hanno vantaggi e limitazioni, e molte strategie di marketing digitale integrano entrambe le forme di traffico per massimizzare la visibilità online.

 

Questa panoramica non è esaustiva, anzi. Questo elenco non racchiude tutte le possibili declinazioni del marketing per psicologi ma ognuno meriterebbe ben più spazio.

E se è “marketing per psicologi” cosa si intende di specifico?

Non c’è una distinzione da manuale; se il marketing è “per psicologi” potrebbe voler dire che è fatto da psicologi; ma anche che è rivolto agli psicologi.
La specifica nasce perché gli psicologi hanno esigenze proprie della categoria, domande particolari legate alla professione; e chi meglio di uno psicologo può comprenderle?
Chi meglio di uno psicologo che ha la stessa formazione, vive lo stesso contesto, che si sarà posto le stesse domande, avrà avuto gli stessi dubbi, per creare una strategia di marketing per psicologi?

E quindi…

 

Il marketing è di chi il marketing fa? O di chi il marketing lo capisce?
Dipende.

Il marketing devi averlo praticato o basta l’impegno e lo studio?

 

Sono psicologa psicoterapeuta e nel marketing digitale ci lavoro da molti anni.
Conosco molto bene la teoria e conosco molto bene la differenza tra la teoria e la pratica in entrambi i settori.
E mi sono data una risposta.

Le informazioni in sé sono ovunque e sono gratis.
Per esempio, se vuoi sapere cos’è un piano editoriale e come crearne uno, chiedilo a Google. Se ti interessa davvero, lo capirai da solo. Anche perché se hai studiato almeno 6 anni e sei psicologo, io mi rifiuto di credere che non puoi comprendere questa cosa.

Ma, sempre rimanendo nell’esempio, se non solo vuoi sapere cos’è un piano editoriale e come crearne uno ma hai anche voglia di farlo con qualcuno che ti supporta, a cui puoi rivolgere domande e che ti segue da vicino?

 

La vera differenza è l’approccio, non l’informazione.

 

Con un paziente, quanto peso ha l’alleanza terapeutica? E l’approccio?
Quante scuole di psicoterapia ci sono in Italia? Quanti orientamenti?

Vanno tutti bene per tutti? Non credo proprio.
Qualsiasi paziente, di qualsiasi età, in qualsiasi fase della vita, ecc. si troverebbe bene con qualsiasi terapeuta? Non credo proprio.

Se scegli di farti supportare nell’approcciarti al marketing per psicologi, scegli la persona e non le informazioni.

Scegli qualcuno che ti sembra in linea con i tuoi valori, che ti ispiri fiducia e con cui pensi di poterti sentire a tuo agio.

Ti stai approcciando a qualcosa di nuovo per te, gli faresti anche la domanda che ti imbarazza di più? Che ti farebbe sentire un po’ “stupido”?
Gli diresti quali sono le tue paure, per esempio nel famoso “metterci la faccia”? Condivideresti la tua idea di percorso e progetto?

Ecco, è proprio questo il punto.

Oltre alle definizioni, oltre alle informazioni, alle competenze, ci sono le persone.

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Puoi trovare anche altri contenuti nella mia rubrica di Psicologia Digitale su Stateofmind.it e su Agenda Digitale.
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Image credits Unsplash.

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